Storia

Santa Maria Nuova è un piccolo paese situato al centro della provincia di Ancona sul dorso di una collina a 249 metri di altitudine.

Abbiamo testimonianze della presenza dell’uomo nel suo territorio fin dalla preistoria, grazie ad un idolo fallico datato 4 – 6000 a.C. e al Pietrolone, parte di un’antica porta o di una villa romana.

Tuttavia di un vero centro abitato abbiamo notizie, solamente dal 1201 d.C., quando il vecchio castello di Santa Maria delle Ripe firma un atto di sottomissione alla città di Jesi.

A causa delle molte distruzioni, all’ambiente insalubre e a una grave epidemia di peste, che colpì tutta l’Italia tra il 1464 e il 1480, l’antico centro di Santa Maria delle Ripe si spostò progressivamente più a sud. La vera e propria fondazione di Santa Maria Nuova viene, dunque, fatta risalire al 1472, quando il comune di Jesi decise di far scendere dal nord Italia genti lombardo-venete, per ripopolare il territorio.

Nel secolo successivo, Santa Maria Nuova venne anche dotata di mura, mai completate, e quattro torrioni, in seguito modificati e danneggiati durante il secondo conflitto mondiale.

Dopo lunghe lotte Santa Maria Nuova ottenne nel 1859 l’autonomia da Jesi, grazie all’intercessione presso il Papa Pio IX, del Cardinale Morichini. È in questo momento che nasce il gonfalone, che, al contrario di molti altri paesi della Vallesina, non riporta il leone rampante, simbolo della città di Jesi. Inoltre, si da avvio alla ricostruzione del palazzo comunale, portato a compimento nel 1874, per rivendicare l’autonomia ottenuta.

Tutti questi lavori presentavano Santa Maria Nuova come una comunità nuova e dinamica, affermazione sostenuta anche dalle attività economiche che stavano nascendo.

Infatti, attorno al ‘700 si andò affermando, sempre più il lavoro tessile, che riguardava un tipo particolare di tessuti, le cosiddette mezzelane (un misto di lana e tessuti più ruvidi), che ottennero nell’800 la concessione di un marchio di qualità da parte del governo pontificio. Tale produzione vide un grande boom nel dopoguerra, che terminò, purtroppo, dopo la metà del ‘900.

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