Storia

L’attuale Polverigi è un piccolo paese, di circa 4000 abitanti, situato nell’entroterra anconetano fra colline e ampi spazi verdi. Il paese anticamente era chiamato “Pulverisium” (composto da pulver e dal suffisso isium), probabilmente nome derivante dalla natura sabbiosa del terreno su cui Polverigi é costruito.  Il primo documento scritto che testimonia l’esistenza del paese si trova nell’archivio arcivescovile di Ravenna, in cui compare la citazione di una “Massa de Muro” dell’anno 1000-1050, che corrisponde all’attuale territorio. L’anno 1000 segna anche l’inizio del fenomeno dell’incastellamento, cioé la costruzione di borghi protetti da mura, menzionati nei documenti con il nome di “castrum e castellum”. Il castello di Polverigi nasce probabilmente in questo contesto di fronte ad un sempre maggior bisogno di sicurezza. La prima notizia certa dell’esistenza del castello di Polverigi risale al 1198 nel trattato di confederazione tra Ancona, Osimo ed altri comuni del Piceno.

Il 18 gennaio 1202 viene stipulato un patto di pace che coinvolge ventisette comuni marchigiani con lo scopo di porre fine alle lotte fra i comuni maggiori. Pertanto questa fonte storica indica come il castello avesse già una struttura ben definita.

Nel XIV secolo Polverigi vive un periodo di difficoltà dovuto alle continue aggressioni di milizie mercenarie e vicende belliche. Questo periodo si protrae per altri due secoli, nei quali il paese si trova di fronte a soprusi fiscali afflitti dalla città dorica (Ancona).

Solo nel 1709 il paese esce da questa situazione gravosa grazie ad un’unione dei comuni contro l’attività di sfruttamento su questi ultimi.

Nel 1797, con l’arrivo dei francesi e la nomina del sindaco Nappi, viene concessa al paese una prima forma di autogoverno. Dopo l’Unità inizia un lento sviluppo economico e sociale che avanza fino ai primi anni del ‘900. La prima e la seconda guerra mondiale mettono a dura prova il paese, specialmente il 18 luglio 1944 a causa della “Battaglia di Ancona” . Nell’immediato dopo guerra il paese attraversa un periodo di diminuzione demografica che riprese poi con il sorgere delle prime industrie.

Polverigi è anche un paese ricco di beni artistici.La miglior opera conservata, ad oggi, è l’affresco della “Crocifissione di Polverigi” che si trova nella Sala Consiliare del Municipio. L’affresco è attribuito alla mano di Giovanni Antonio Bellinzoni da Pesaro tra il 1440-1450.

Al centro del paese si erge la chiesa della Parrocchia di Sant’Antonino Martire. Osservando il suo esterno ci si rende subito conto della sua struttura a “croce greca”. La chiesa, sebbene sia di recente costruzione (XVIII sec.), racchiude una notevole serie di opere d’arte. Tra le piú importanti abbiamo: il dipinto ad olio su tela di Ernst Van Schaych datato 1606, che rappresenta la Madonna del Rosario con storie della Vergine e di Gesú; la “Deposizione” datata 1583 di Ercole Ramazzani;  la “Sacra Famiglia e Sant’Antonino Martire” datato 1904 di Francesco Cherubini.

Uscendo da Polverigi ci si imbatte nell’ingresso della “Villa Nappi”, oggi villa comunale, un tempo monastero e poi abitazione dei Conti Nappi. Oltre il verde e il silenzio, all’interno troviamo la piccola chiesa del SS. sacramento. Della sua edificazione non si hanno notizie precise, ma probabilmente costruita nella seconda metà del XIII sec.

Anche qui all’interno si trovano meravigliose opere d’arte: un “Cristo crocifisso con Madonna e San Giovanni del 1519, attribuito a Giuliano Presutti; “La consegna delle cintole” del 1735 di Domenico Simonetti; da poco restaurato un Paliotto d’altare del 1700; “Madonna in trono con Bambino e santi Agostino e Maddalena” del 1533 di Antonio da Faenza; affresco dedicato a Sa Nicola da Bari del 1519 di Benedetto Nucci; “Presentazione al Tempio” del XVII sec attribuito a Domenico Peruzzini; “Santa Lucia” del 1850 attribuito a Francesco Podesti; “Ultima cena” di autore ignoto datato 1644 e “San Bernardo genuflesso” primi anni del XVII sec. Della scuola del Barocci o addirittura del Barocci stesso

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