Storia

Offagna, che sorge su una rupe di arenaria solida e compatta, si erge a 309 metri s.l.m; probabilmente facilità di lavorazione della roccia e dominanza strategica del territorio, in quanto ideale punto di avvistamento a quota elevata, sono le due caratteristiche principali che hanno favorito l’insediamento umano in questa zona.

Nel territorio offagnese hanno vissuto le antiche genti italiche e non, quali Celti, Franchi, Dori e Umbri, tutte presenze testimoniate da ritrovamenti archeologici, ma quella più documentata è la presenza romana.

Il toponimo Offagna ha avuto varie interpretazioni, ma due sono le più importanti; la prima fa derivare questo nome dal grande latifondo di epoca romana denominato “massa afraniana”, derivante a sua volta da Afranio, generale romano di origine picena. La seconda ipotesi invece attribuirebbe la derivazione del nome ad “offa” che in latino significa ciambella schiacciata, comune metafora della sommità del Monte della Crescia che ha una forma piatta.

Il primo “castrum Ofanie” venne eretto alla fine del primo millennio d.C. forse sulle rovine di una precedente villa romana appartenente alla “gens Afrania”. Nel 1454 il territorio, allora appartenente alla città di Osimo, fu dato da Papa Nicolò V alla città di Ancona per saldare un precedente debito di settemila fiornini d’oro. In soli due anni (1454  – 1456) Ancona fece costruire l’attuale rocca che non subì mai né assedi né assalti. L’unico conflitto combattuto in territorio offagnese è infatti la celebre “Battaglia del Porco” del 1470, che vide le truppe osimane schierarsi contro quelle anconetane e i rispettivi alleati. Scoppiata per un futile motivo riguardante alcuni maiali che non avevano rispettato i confini, si concluse con la vittoria degli Osimani e con un elevato numero di morti e feriti.

La Rocca costruita in soli due anni (1454 – 1456) appartiene al periodo denominato di transizione dove coesistevano le armi tradizionali dell’epoca e le prime armi da fuoco.

La sua struttura è quadrangolare, con al centro il mastio alto quaranta metri e suddiviso in cinque piani, con un terrazzo sulla sommità che domina la campagna della marca anconetana, dall’Adriatico agli Appennini umbro-marchigiani.

Il perimetro esterno della rocca è fortificato alla base da una scarpata terrapienata e lungo il perimetro delle cortine si trovano i camminamenti di ronda protetti da una merlatura ghibellina, ovvero a coda di rondine.

L’ingresso alla rocca, che non era dotata di fossato con acqua, avveniva attraverso due ponti levatoi e scalinate in legno che conducevano fino al quarto piano del mastio. Questa fortezza è tuttora dotata di un pozzo profondo circa trenta metri che assicurava l’approvvigionamento idrico.

Diversi sono gli stratagemmi architettonici difensivi: oltre a troniere, feritoie e caditoie troviamo stretti cunicoli che permettevano il passaggio di una persona alla volta e gradini con alzate diverse.

Oggi la rocca ospita al suo interno una ricca collezione di armi che vanno dal periodo preistorico ai primi anni del XX secolo.

Oltre questo capolavoro quattrocentesco di architettura militare, ad arricchire il centro storico offagnese ci ha pensato anche Andrea Vici (1743 – 1817), architetto ed ingegnere idraulico. Egli collaborò con personalità rilevanti quali Carlo Murena e Luigi Vanvitelli, con il quale realizzò la Reggia di Caserta. I suoi lavori più importanti ad Offagna sono il Monastero di S. Maria della Visitazione e la Chiesa del Santissimo Sacramento, entrambi simboli della razionalità illuminista del tempo che vedeva l’architettura come figlia della necessità, con forme limpide ed essenziali, rispondenti ad una precisa funzione. La loro importanza è inoltre aumentata dal fatto che entrambi hanno cambiato l’urbanistica e la struttura del paese.

Vanno ricordate anche la Chiesa Parrocchiale di San Tommaso, che ospita all’interno un dipinto, prezioso non tanto dal punto di vista artistico, ma da quello storico: esso mostra infatti la silouette del borgo offagnese prima dell’intervento del Vici, e la Chiesa di Santa Lucia, con il suo crocifisso ligneo al quale gli Offagnesi sono molto devoti dedicandogli anche una festa a fine luglio.

Oltre al museo di armi ospitato all’interno della rocca, ad Offagna è presente la ricca collezione faunistica del Prof. Luigi Paolucci, studioso anconetano vissuto a cavallo tra ‘800 e ‘900. Il museo, che ha uno spirito prevalentemente didattico, ripropone i vari ambienti della Regione Marche, con tutta una serie di prede e predatori caratteristici di quel particolare habitat.

Dall’aprile 2009 è anche presente il Museo della Liberazione di Ancona, una ricca collezione di armi e foto documentanti l’arrivo delle truppe alleate nella città dorica e la sua liberazione dalle truppe tedesche.

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